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magdiallamfanclub
"Io amo l'Italia. Ma gli italiani la amano?"


Diario


10 aprile 2011

Con Magdi Allam qui e sempre

Ci eravamo quasi dimenticati di avere questo blog nascosto in soffitta, poi l'altra sera  parlavamo di Magdi Allam, di quante cose sono successe, il tempo che passa, però i problemi non cambiano.
Le nostre strade sono più piene di burqua che mai, la democrazia e la libertà sono un optional oggi più che ieri, e tutto questo anche perchè le proposte di Magdi Allam per l'integrazione sono state disattese per bassi calcoli di politichetta di potere.
L'unica visione a lungo termine, nel cestino.
Ma noi ci siamo sempre e diciamo forte, IO AMO MAGDI ALLAM.


12 ottobre 2006

Movimento per la libertà e per la vita

Cari Amici:

scusatemi per aver tardato così tanto ad aggiornare il Blog dedicato al grandissimo Magdi Allam, da oggi incominceremo a scrivere regolarmente per tenervi aggiornati sulle battaglie di un italiano, che a differenza di quello che hanno fatto i nostri militari uccisi dalla mano assassina dei terroristi in Irak e il Afghanistan, che ci hanno mostrato come muoiono gli italiani, Lui ci mostra invece come devono vivere gli italiani.

Intanto vi annuncio che alcune persone di buona volontà hanno deciso di incominciare a agire e stanno creando dappertutto delle sedi del partito che tutti noi che ammiriamo Magdi Allam vorremmo che nasca in Italia: IL MOVIMENTO PER LA LIBERTÀ E PER LA VITA.

Come al solito al Nord sono molto più organizzati di noi e si sono già visti a Milano. Spero che ci sia qualcuno bravo a fare queste cose nella zona del Centro Italia per aiutarci a riunirci anche qui perchè noi non siamo capaci a organizzare ma siamo capaci a partecipare e a seguire.

Io spero che il nuovo partito di Magdi dia speranza a tutti quelli come noi che sono stanchi di politici che appena sono stati eletti si dimenticano delle promesse.

Magdi Allam non ha bisogno di fare il politico perché il Suo posto di Vice Direttore del più grande giornale italiano, il Corriere della Sera, vale 10 e anche 100 poltrone in Parlamento, guadagna moltissimo e potrebbe disinteressarsi di quello che succede.

Invece Lui si è messo a disposizione della parte migliore del Paese, rischia la vita ogni giorno, potrebbe anche venire allontanato dalla sua posizione per le battaglie che fa in favore dell’integrazione e contro il razzismo di quelli che vogliono fare le scuole speciali per gli immigrati, di quelli che vogliono dividere l’Italia tra musulmani e tutti gli altri.

Non deve essere facile per Lui lottare per far capire a quelli che sfruttano gli immigrati, che si alleano con i Fratelli Mussulmani dell’UCCOI, che a andare con lo zoppo si finisce per zoppicare.

Invece poi finisce che è Lui che è accusato di essere contro gli islamici, quando se non fosse per Lui oggi sarebbero perseguitati. È solo grazie a Magdi Allam che noi italiani sappiamo che non tutti i mussulmani bruciano le Chiese cattoliche, o fucilano i cristiani, o sgozzano le loro figlie solo perchè vogliono diventare come le cristiane nel vestire.

Grazie Magdi e grazie a tutti quelli che stanno facendo uno sforzo meraviglioso per fondare il partito che vincerà le elezioni la prossima volta!!! Auguri di buon lavoro!!!!




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24 luglio 2006

MAGDI ALLAM CI HA RISPOSTO!!!!!

Cari Bloggers amici,

abbiamo preso il coraggio a mille mani e abbiamo scritto a Magdi Allam sul Suo Forum e Lui ci ha risposto!

Da oggi vi chiediamo di intervenire in massa in queste pagine e anched nelle pagine del Forum di Magdi Allam per manifestare tutta la vostra solidarietà per un Uomo che ci è stato mandato da Dio o da un Destino favorevole per mostrarci che siamo tutti fratelli, meno i terroristi e gli islamisti.

Se leggerete la sua risposta, come sappiamo che farete, vi renderete conto della Sua umiltà e della Sua modestia, a differenza di altri che una volta arrivati così in alto non parlano più con le persone comuni come noi.

Propio Lui ci chiede di non incentrare il confronto sulla Sua persona. Ma Magdi Allam non si accorge che Lui è la migliore persona per incentrare il confronto perché è l'esempio che tutti noi vogliamo indicare agli immigrati che sono qui in Italia e che non rispettano il nostro Paese perchè credono che non potranno mai diventare qualcuno.

Invece Magdi Allam è diventato il miglior Giornalista d'Italia senza avere un genitore giornalista o delle raccomandazioni, leggete il Suo ultimo libro dove vi renderete conto di come altri giornalisti protetti da politici o che hanno ereditato il posto da uno zio o dal padre o dalla madre gli facevano la guerra.

Ma è anche un esempio per i nostri giovani italiani che si adagiano sugli allori senza combattere per migliorare se stessi.

Grazie Magdi Allam!!!

caterina
2006-07-21 16:26
Soliarietà a Magdi Allam e ai musulmani moderati

Carissimo dott. Allam,

ho letto tutti i suoi libri e la ringrazio per avermi riconciliato con i musulmani.

Se non fosse stato per lei rischiavo di credere che noi e i musulmani siamo incompatibili, ma grazie a lei che mi ha accompagnato per mano nelle pieghe dell'Islam moderato so di avere alleati anche tra i musumani.

Le sono molto vicina per la vita blindata che conduce e sono solidale copn le per il tentativo di lasciarla senza la necessaasria protezione.

Insieme ad alcuni amici abbiamo aperto un blog per testimoniare che lei non è solo e che nessuno di noi la abbandonerà mai.

Lo scrivo qui l'indirizzo, ma se lei lo vuole cancellare perchè magari la pubblicità non va bene non me la prenderò: http://magdiallamfanclub.ilcannocchiale.it

Caterina
  Magdi Allam
2006-07-21 16:32
Re: Soliarietà a Magdi Allam e ai musulmani moderati

Cara Caterina, la ringrazio della straordinaria iniziativa assunta da lei e da alcuni amici volta a testimoniarmi solidarietà di fronte al vile tentativo di estremisti islamici e di sinistra di screditare la mia persona, la mia identità e il mio amore per l'Italia. Tuttavia preferisco che il confronto non sia incentrato sulla mia persona. Sono convinto che il dialogo che ci accomuna e l'azione che mi auguro possa conseguire debba vertere sulle idee e sui valori fondanti la comune civiltà dell'uomo, a cominciare dal diritto alla vità e al bene della libertà e della dignità della persona. Cordiali saluti e i miei migliori auguri di ogni bene. Magdi Allam





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21 luglio 2006

Infamia comunista

Questo paese non è capace di riconoscere i suoi figli migliori e li abbandona senza pensarci due volte. È quello che sta succedendo a Magdi Allam, indegnamente criticato da un senatore comunista, Luigi Malabarba.

Questo indegno rappresentante eletto dai sostenitori dei terroristi nazi-islamisti, vuole far togliere la scorta all’uomo che con coraggio ha denunciato i terroristi dell’UCCOI e la polizia mentale della Islamic Antideffamation League, la c.d. Iadl.

Lo hanno già fatto con Marco Biagi: abbandonarlo per poi gettare la colpa di un omicidio commissionato ai brigatisti, lavandosene le mani.

Quando uccideranno Magdi Allam, che Dio non voglia!, diranno che è colpa dei terroristi islamici. Ma noi ricorderemo che sarà stata colpa del governo che gli avrà tolto la scorta usando trucchetti degni dei comunisti che sono.

Che Dio stramaledica gli assassini e i loro mandanti governativi!
 

C’è chi mette in dubbio cittadinanza e scorta di Magdi

Roma. Questa l’abbiamo già vista: si tratta dell’Italia al contrario, redatta in un linguaggio da ufficio e scritta in un’interrogazione parlamentare, indirizzata al ministro dell’Interno Giuliano Amato da un senatore della Repubblica, Malabarba Luigi, di Rifondazione comunista. Si chiede di sapere vita, morte e miracoli su Magdi Allam, giornalista, vicedirettore ad personam del Corriere della Sera, da sempre in prima fila, con le sue opinioni e i suoi articoli, nella denuncia del terrorismo islamico e dei pericoli a cui l’Italia e l’occidente sono esposti.

Uno che da oltre tre anni vive sotto scorta per una condanna a morte che gli pesa sul cranio, pronunciata da Hamas. Per questo, nel 2003, quando ancora era un editorialista di Repubblica, gli venne assegnato un sistema di protezione. “Mi trovavo in Kuwait – racconta – e venni chiamato dal direttore Ezio Mauro. Lui era stato allertato dal generale Mario Mori, all’epoca capo del Sisde, che lo invitava a farmi rientrare in Italia perché ero finito nel mirino dei fondamentalisti islamici”.

L’interrogazione, presentata due giorni fa da Malabarba (che nella scorsa legislatura era membro del Copaco, il comitato di controllo sui servizi segreti), pone quattro domande.

Primo, se la validità della cittadinanza italiana, acquisita da Allam, possa essere messa in discussione da una frode in un precedente rinnovo del permesso di soggiorno.

Secondo, se esistano rapporti illeciti tra il vicedirettore del Corriere e i servizi segreti italiani. Terzo, se siano ancora validi i motivi che hanno portato all’assegnazione della scorta. Quarto, quali siano i costi dell’apparatodi sicurezza.

Interpellato dal Foglio, il senatore comunista argomenta così l’iniziativa: “Ho messo – dice – nero su bianco una  richiesta di chiarimenti rispetto ad alcune affermazioni che Magdi Allam ha fatto nel suo ultimo libro, ‘Io amo l’Italia. Ma gli italiani la amano?’. La cosa è nata da una congiuntura: in commissione Affari costituzionali, di cui faccio parte, abbiamo avviato un’indagine conoscitiva sulle scorte, visto che queste sono state tolte ad alcuni e assegnate ad altri. Si tratta di un chiarimento.

Ho anche scelto – conclude – di non dare molta pubblicità alla cosa”, anche se Il Manifesto di ieri, a firma Sherif El Sebaie, gli dedicava un articolo a pagina otto dal titolo in sospeso: “Giornalisti e servizi, interrogazione su Allam”.

Magdi, sentito dal Foglio, si è detto amareggiato e preoccupato per l’iniziativa di Malabarba. “Un senatore dovrebbe esprimere in modo autonomo domande su cose da me scritte in un libro pubblicato e non proporsi come una velina dell’Ucoii (l’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia). Persino la terminologia usata è tipica di quell’organizzazione. Mi riferisco a quando Malabarba scrive ‘Consulta per l’islam in Italia’ e non ‘Consulta per l’islam italiano’: una differenza di sostanza a cui l’Ucoii tiene molto. Quanto ai miei rapporti con i servizi: io faccio il giornalista da trent’anni, scrivo sul medio oriente e sul terrorismo.

Mi occupo di islam, sono vicedirettore di un grande quotidiano. E’ normale che abbia rapporti con le istituzioni, anche con i servizi, che si occupano di queste vicende.

Ci sono, è noto, nei servizi delle fonti cosiddette aperte. Parlare di Magdi Allam e ammiccare a servizi deviati è un’infamia.

Quanto alla mia cittadinanza, sono in Italia dal 1972, ho sposato un’italiana nel 1980 e l’ho ottenuta nel 1987”.

La storia l’abbiamo già vista: accadde in Olanda tre mesi fa e aveva il nome di Ayaan Hirsi Ali. Di origini somale, deputata del partito liberale Vvd, da sempre in prima fila, con le parole e con i fatti, nel contrastare l’acquiescenza culturale (e non solo) all’islamismo radicale, sotto scorta dopo lo sbuzzamento del regista e amico Theo Van Gogh per mano fondamentalista, se ne è fuggita negli Usa. Gli olandesi la stavano processando da settimane per questioni di generalità.

Ieri l’anagrafe, oggi “la congiuntura”.




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10 giugno 2006

In viaggio con Magdi

Nessuno di noi si è mai buttato in politica prima e nessuno di noi ha mai avuto un blog. Ci è voluto un uomo di pace e di democrazia venuto da lontano, che ha saputo amare l'Italia più di molti che hanno il passaporto in tasca solo  perché sono nati qui.
Alcuni di noi hanno aderito al Manifesto "Per l'Occidente", altri invece hanno interpretato alcuni dei punti come se fossero un po' ambigui.
Il messaggio di Magdi Allam invece è chiaro e non lascia nulla al caso.
Questo ultimo libro è l'approdo naturale della nave partita con il "Diario dall'Islam", questo eroe del nostro millennio ci  ha preso per mano fin dalle prime pagine facendoci prima entrare nella sua storia personale, una storia che ci ha regalato quel gioiello di cui questo paese dovrebbe essere orgoglioso.
L'Italia onora solo i suoi eroi caduti, ma Magdi Allam è come Quattrocchi, solo che grazie a Dio è vivo e scrive delle cose bellissime. Fabrizio Quattrocchi magari avrebbe scritto dei libri della sua esperienza col terrorismo mussulmano, ma mai come li sa scrivere Magdi Allam che è anche il miglior giornalista italiano.
Tutti parlano di Ayan Hirsi Ali e di altri stranieri quando il mussulmano più moderato del mondo ce lo abbiamo noi.
Per questo motivo lui, Magdi Allam è riuscito a convincerci a impegnarci in politica. Anche col suo sacrificio per consigliare Berlusconi e Pisanu solo per vedere nominati nel Ministero i terroristi dell'UCCOI.
Noi crediamo in certi valori che sono gli stessi di Magdi Allam e per questo diffonderemo con questo blog e ovunque andremo, anche a fare la spesa o a scuola o in ufficio, le sue parole d'amore per la nostra Italia che è anche diventata la sua.
Nota bene. E' la prima volta che facciamo un blog e lanciamo anche noi un appello nel nostro piccolo, qualcuno ci può spiegare come si aggiungono immagini, filmati, citazioni, banner?




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8 giugno 2006

"Ho fatto la Comunione e fonderò un Partito"

Da Grazia, 13/6/2006

 

Musulmani affidati, da piccoli, alle suore 

MAGDI ALLAM: “HO FATTO LA COMUNIONE E FONDERÒ UN PARTITO

 Di Stefania Rossetti 

Gli anni in un collegio cattolico, la madre diventata integralista islamica, l’amore per l’Italia. Il giornalista di successo dice: “Il mio sogno è diventare capo di Stato”.

 Magdi Allam (giornalista e scrittore) arriva all’appuntamento accompagnato da cinque carabinieri e due macchine blindate. Vive sotto scorta da quando è entrato nel mirino dell’integralismo islamico, ma credo non abbia mai smesso di avere paura. In questi giorni esce il suo ultimo saggio: Io amo l’Italia, edito da Mondatori. Ma, a “Grazia”, Allam dice qualcosa che nel nuovo libro non c’è: “Sono pronto a formare un nuovo partito, fondato sul valore della vita e della libertà. Voglio un cambiamento radicale della società italiana». Lui straniero (è nato in Egitto 54 anni fa), lui musulmano impegnato in una battaglia radicale contro il fondamentalismo islamico, lui che si candida a guidare un movimento per la riscoperta    del «senso dello Stato» italiano.

Non c'è dubbio: Allam è un  uomo che si aspetta molto sé. E che molto si piace. Dice:   «Ho sempre sognato di fare il giornalista. O il capo di Stato».

Il primo obiettivo l'ha raggiunto da un pezzo (è vicedirettore del Corriere della Sera). Che stia passando al secondo?

Capace di parlare per ore. non ha mai raccontato la sua storia. Lo fa adesso per la prima volta. E la Storia di un bambino poverissimo, figlio di una mamma giovane e sola che lo ha affidato, a 4 anni, a un istituto di suore italiane al Cairo.

«Inizia così il mio amore per l'Italia: un travaglio inferiore, una grande passione».
Lei racconta che lì. nella scuola cattolica, era l'unico bambino egiziano, il più felice di tutti.
«E vero, anche se sentivo immensamente il dolore del distacco da mia madre, il bisogno di un contatto fisico. Ricordo una carezza rubata a una bambina, nel buio di una stanza. Un gesto '"peccaminoso" nato da un profondo bisogno di essere amato e toccato».

Un bisogno risolto?

«Ho sempre amato affettuosamente donne affettuose. Il mio matrimonio è durato 24 anni. E da tre anni ho una compagna (l'islamista Valentina Colombo, ndr) che mi ha aiutato a superare il dolore della fine del mio matrimonio e che mi è indispensabile per reggere la difficoltà della vita sotto scorta. Sono profondamente legato ai miei figli (Sofia, 26 anni e Alessandro, 22, ndr) e credo di dovere a loro la mia forza di vivere oggi».

Lei ha paura?

«Ho scritto un libro (edito lo scorso anno sempre da Mondadori. ndr) si intitola: Vincere la paura”.

E l'ha vinta?

«E un prezzo che continuo a pagare».

Torniamo all'infanzia. Alla suora che accoglie un bambino di quattro anni nascondendolo nelle pieghe della sua grande gonna, per impedirgli di vedere sua madre, e il suo mondo, che si allontanano. Da quel giorno lei ha smesso di "vedere" la sua gente, la sua cultura, accecato da un pregiudizio positivo verso l'Italia?

«No. Il mio non è un amore cieco. Ma il rapporto appassionato che si ha con tutto quello che hai ottenuto con fatica. L'Italia per me non è un diritto di nascita. Ma a questo destino mi ha consegnato mia madre, affidandomi prima alle suore, poi a un collegio di salesiani».

Sua madre 'e sepolta in Arabia Saudita, alla Medina, a pochi passi dalla tomba, di Maometto. Era parte di quell integralismo che lei ora combatte, per il quale vive sotto scorta.

«Io ho amato immensamente mia madre, una donna che è stata capace di vivere solo per suo figlio, per me. Il suo precipitare nell'integralismo ci ha strappati l'uno dall'altra, provocandole un danno mentale e spirituale irreparabile. La donna luminosa della mia infanzia è diventata una maschera cupa che girava velata. Guardi le foto, guardi la  differenza».

Magdi ci ha portato un fascio di fotografìe. C'è un'immagine strappata: è una foto di classe con tanti bambini in fila. In mezzo c'è lui, sorridente e sdentato:

«Mia madre teneva questa foto sempre con sé, l'ha portata anche alla Medina. Ma, convinta com'era che gli infedeli non potessero toccare quel suolo sacro, aveva strappato le facce delle suore».

Le foto raccontano di un ragazzino in gita scolastica, oppure abbracciato alla madre che ostenta come un gioiello un cesto di frutta, per dimostrare un certo benessere raggiunto. Che cosa le è rimasto di tutto questo?

«Quando sento una musica araba mi incanto e mi ritrovo. Nel giardino della mia casa in Italia ho piantato delle palme per sentirmi più a casa. Ma tutto questo non mi impedisce di considerarmi italiano al cento per cento».

Non si e mai sentito straniero?

«I primi anni sono stati durissimi. Ero disorientato: fumavo, bevevo alcolici e caffè, fino a farmi scoppiare il fegato. Ma avevo chiara la mia scelta: essere italiano».

Il sottotitolo del suo libro è: Ma gli italiani amano l'Italia? Qual è la risposta?

«La risposta è no. Credo che gli italiani abbiano perso di vista la necessità di aderire a un sistema di valori condivisi. E credo che questa vocazione all'autolesionismo, questa mancanza di un tessuto culturale forte siano il pericolo che più ci espone all'attacco dell'integralismo islamico».

Molti dicono che lei non è musulmano.

«Sono un musulmano laico. Non mi sono mai convertito al cristianesimo. Un giorno molti anni fa, sono entrato in una chiesa e ho fatto la comunione. Non era un gesto di fede. Ma un bisogno, profondo e confuso, di appartenenza a una cultura che volevo diventasse mia».

 




permalink | inviato da il 8/6/2006 alle 13:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (21) | Versione per la stampa
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La biografia di Magdi Allam su www.zam.it

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